{"id":938,"date":"2024-03-20T18:00:15","date_gmt":"2024-03-20T17:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/tulipemedia.com\/?p=938"},"modified":"2024-04-06T16:03:05","modified_gmt":"2024-04-06T14:03:05","slug":"digitalizzare-la-cultura-del-marchio-struttura-vendite-marketing-risorse-umane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/digitaliser-marque-culture-structure-ventes-marketing-rh\/","title":{"rendered":"Struttura e cultura dell&#039;innovazione: come digitalizzare un&#039;organizzazione?"},"content":{"rendered":"<p>Una volta apprese le tecniche di base per <a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/corso-sui-social-media\/\">comunicare sui social network<\/a>, \u00e8 probabile che ci troveremo ad affrontare un altro problema. <strong>Quella di non riuscire ad applicare le sue idee <\/strong>all\u2019interno di un\u2019organizzazione rigida che non lo consente (ancora). <strong>innovazione di <\/strong>tentativi ed errori.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario, infatti, aver rivoluzionato la struttura interna dell&#039;azienda, e dotarla di una cultura interna che le consenta di sperimentare davvero i social network. Questo passa attraverso varie fasi, che cercher\u00f2 di elencarti qui.<\/p>\n<p><em>Nota: questo capitolo \u00e8 l&#039;ottavo di una serie di <strong><a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/corso-sui-social-media\/\">corso sui Social Media, la cui sintesi potete trovarla qui<\/a><\/strong>, cos\u00ec come<strong> <a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/corso-di-digitalizzazione-delle-organizzazioni\/\">di un corso di Introduzione al Management 2.0, la cui sintesi \u00e8 disponibile qui<\/a><\/strong>.<\/em><\/p>\n<h2>Paradigma: gli strumenti per uso personale hanno rivoluzionato il mondo professionale<\/h2>\n<p>Il punto di partenza della riflessione (che nel frattempo \u00e8 stato abusato, ci torneremo sopra) \u00e8 il seguente: riconoscere che a differenza di un tempo in cui il computer o la messaggistica venivano inventati da e per organizzazioni scientifiche o professionali prima di essere implementati nei singoli individui , Oggi <strong>molti strumenti che hanno rivoluzionato le aziende sono stati creati inizialmente per i privati<\/strong>. Questa sottigliezza deve essere compresa dal top management quando vogliamo digitalizzare un&#039;organizzazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_939\" aria-describedby=\"caption-attachment-939\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-939 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Eniac_Aberdeen-premier-ordinateur-2.jpg\" alt=\"1946: ENIAC, il primo computer ordinato nel 1942 dall&#039;esercito americano per effettuare calcoli balistici.\" width=\"640\" height=\"480\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Eniac_Aberdeen-premier-ordinateur-2.jpg 640w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Eniac_Aberdeen-premier-ordinateur-2-300x225.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Eniac_Aberdeen-premier-ordinateur-2-400x300.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-939\" class=\"wp-caption-text\">1946: ENIAC, il primo computer ordinato nel 1942 dall&#039;esercito americano per effettuare calcoli balistici.<\/figcaption><\/figure>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Facebook \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 ovvio.\u00a0<\/span><strong>I social network puntano sull&#039;intrattenimento<\/strong> avere per esempio <strong>ispirato <a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/social-network-aziendale-csr\/\">social network aziendali<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Account Twitter personali e profili Facebook hanno spinto le aziende a creare profili professionali per la comunicazione esterna.<\/p>\n<p>Pertanto, l&#039;azienda deve effettuare <strong>monitorare ci\u00f2 che emerge in termini di usi personali<\/strong>. Questo punto di partenza porta ad un\u2019altra riflessione: quella di riconoscerlo <strong>l\u2019innovazione pu\u00f2 venire dal nulla<\/strong>, senza necessariamente essere stato ordinato o finanziato.<\/p>\n<h2>Secondo postulato: non evolversi significa scomparire<\/h2>\n<p>Nuovi mercati, nuove tecnologie, nuove sfide\u2026 molte ragioni spingono le aziende ad evolversi, sia attraverso strati successivi che attraverso vere e proprie rivoluzioni. Non accettare l\u2019idea del cambiamento, o averne paura per ragioni di stabilit\u00e0, <strong>deve essere portato a diminuire<\/strong>, presto o tardi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un ostacolo che pu\u00f2 spingerci a non avviare un processo di cambiamento. Dobbiamo convincere i dipendenti, i decisori, i clienti, gli azionisti, le parti interessate, le autorit\u00e0 pubbliche, ecc. In breve, <strong>tutto \u00e8 fatto per scoraggiarci dall&#039;evolvere<\/strong>, soprattutto perch\u00e9 il cambiamento richiede un costo ad alta intensit\u00e0 energetica, non \u00e8 necessariamente qualcosa di intuitivo, soprattutto quando questo cambiamento \u00e8 avviato in modo programmatico e non legato alla sopravvivenza. Ma il prezzo da pagare, rappresentato dallo sforzo da compiere, pu\u00f2 portare benefici inaspettati in termini di crescita, profitti ed efficienza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_947\" aria-describedby=\"caption-attachment-947\" style=\"width: 500px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-947 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/girafes_darwinisme1-2.jpg\" alt=\"La teoria di Darwin, che si opponeva a quella di Lamarck\" width=\"500\" height=\"250\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/girafes_darwinisme1-2.jpg 500w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/girafes_darwinisme1-2-300x150.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/girafes_darwinisme1-2-400x200.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-947\" class=\"wp-caption-text\">La teoria darwinista della \u201cselezione naturale\u201d, che si opponeva al \u201ctrasformismo\u201d di Lamarck<\/figcaption><\/figure>\n<p>Partiremo quindi dal postulato <strong>che un&#039;organizzazione che desidera implementare una strategia di social media<\/strong> e comunicare sui social network \u00e8 un business <strong>che devono accettare di innovare<\/strong>.<\/p>\n<p>Attenzione per\u00f2, non bisogna innovare semplicemente per amore dell\u2019innovazione, ma\u00a0<strong>raggiungere un obiettivo definito<\/strong>\u00a0(competitivit\u00e0, modernizzazione, crescita, conquista di un nuovo target, ecc.). L\u2019innovazione deve rispondere ad una strategia definita, cos\u00ec come ci spinge a definire nuove strategie!<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>\u201cNon \u00e8 la specie pi\u00f9 forte a sopravvivere, n\u00e9 la specie pi\u00f9 intelligente a sopravvivere. \u00c8 quello che si adatta meglio al cambiamento. \u00bb<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<h2>La battaglia esterna viene vinta prima internamente<\/h2>\n<p><strong>Diventa un marchio social e digitale<\/strong> non avviene solo attraverso una comunicazione stupida e meschina sulle piattaforme social. Il processo deve integrare a <strong>vera (r)evoluzione<\/strong> nella struttura e nella cultura <strong>interno<\/strong> dell\u2019azienda affinch\u00e9 la magia avvenga.<\/p>\n<p>L\u00e0 <strong>digitalizzazione dei punti vendita<\/strong> o il <strong>rapporto col cliente<\/strong> passare prima attraverso un audit interno della cultura aziendale e della sua struttura, per scoprire se l\u2019organizzazione pu\u00f2 supportare la digitalizzazione. Perch\u00e9 per poter sostenere i progetti, deve aver integrato l&#039;interesse del digitale e <strong>averlo preso in simpatia<\/strong>. Consideriamo innanzitutto il percorso teorico che un&#039;azienda tipicamente gerarchica dovrebbe seguire per adattare la propria organizzazione alle attuali modalit\u00e0 manageriali.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Da una burocrazia meccanicistica ad un\u2019adhocrazia in stile Mintzberg<\/h3>\n<p><strong>Henry Mintzberg<\/strong>, nato nel 1939, ingegnere di formazione, \u00e8 professore alla McGill University di Montreal. \u00c8 il principale rappresentante di <strong>la scuola della contingenza<\/strong>, che \u00e8 una corrente collegata al <em>teoria dell&#039;organizzazione<\/em>.<\/p>\n<p>La scuola di contingenza tenta di spiegare l&#039;influenza che le variabili legate all&#039;ambiente hanno sull&#039;organizzazione. <strong>La struttura dell&#039;organizzazione dipenderebbe quindi dalla natura dell&#039;ambiente<\/strong>. Inoltre, Henri Mintzberg spiega che anche l&#039;organizzazione risulta da <strong>obiettivi che i leader si prefiggono<\/strong>. In altre parole, nella scuola di contingenza, l\u2019organizzazione \u00e8 il prodotto di forze esterne ed interne.<\/p>\n<figure id=\"attachment_941\" aria-describedby=\"caption-attachment-941\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-941 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/bureaucratie-mecaniste-mintzberg-2.jpg\" alt=\"burocrazia-meccanicista-mintzberg\" width=\"430\" height=\"361\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/bureaucratie-mecaniste-mintzberg-2.jpg 430w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/bureaucratie-mecaniste-mintzberg-2-300x252.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/bureaucratie-mecaniste-mintzberg-2-400x336.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-941\" class=\"wp-caption-text\">La burocrazia meccanicistica secondo Mintzberg.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Il primo passo per guidare il cambiamento \u00e8 riconoscere che \u00e8 necessario <strong>sburocratizzare l\u2019organizzazione<\/strong>. Che sia meccanicistico o professionale, l\u2019idea \u00e8 ammettere che deve tendere verso una struttura adhocratica.<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_943\" aria-describedby=\"caption-attachment-943\" style=\"width: 316px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-943 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/structure-adhocratique-2.gif\" alt=\"struttura adhocratica\" width=\"316\" height=\"219\" title=\"\"><figcaption id=\"caption-attachment-943\" class=\"wp-caption-text\">Adhocrazia<\/figcaption><\/figure>\n<p>La struttura adhocratica (ad hoc, in risposta a un bisogno) \u00e8 simile, secondo Wikipedia, a un&#039;organizzazione <em>\u201cche mobilita, in un contesto di ambienti instabili e complessi, competenze multidisciplinari e trasversali, per svolgere missioni specifiche (ricerca di efficienza, lancio di un nuovo prodotto, ecc.)\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Secondo Mintzberg, queste sono le sue caratteristiche specifiche:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-946  alignright\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/adhocratie-idees1-2.jpg\" alt=\"\" width=\"168\" height=\"206\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/adhocratie-idees1-2.jpg 261w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/adhocratie-idees1-2-245x300.jpg 245w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>specializzazione dei compiti orizzontali basata su una solida formazione da parte degli attori (esperti, ecc.);<\/li>\n<li>tendenza a raggruppare i professionisti in unit\u00e0 funzionali per raggiungere obiettivi prefissati;<\/li>\n<li>la tendenza a disperderli in piccoli team per realizzare il loro progetto (project management);<\/li>\n<li>l\u2019aggiustamento reciproco \u00e8 il meccanismo chiave di coordinamento, all\u2019interno e tra i team.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In altre parole, il potere si basa su <strong>competenza<\/strong>, \u00e8 caratterizzato da una leadership intraprenditrice, ma lo \u00e8 <strong>decentralizzato<\/strong> a vantaggio di un\u2019organizzazione organica e a matrice, in un contesto <strong>di innovazione<\/strong> e molto ambiente <strong>mutevole<\/strong>.<\/p>\n<p>In questa struttura, le informazioni e i processi decisionali fluiscono in modo flessibile e informale per promuovere l\u2019innovazione.<\/p>\n<p>Questo tipo di struttura \u00e8 quindi direttamente contrapposto alle organizzazioni tradizionali, contrassegnate da a <strong>linea gerarchica molto verticale<\/strong>. Inoltre, l\u2019adhocrazia si distingue per l\u2019adattamento reciproco, il che ci porta al punto successivo.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Da scuola di progettazione a scuola di apprendimento<\/h3>\n<p>A differenza della scuola di pianificazione, che prevede l\u2019attuazione da parte del top management di una strategia risultante da un processo controllato, consapevole, formalizzato e dettagliato seguito da un\u2019applicazione controllata, <strong>la scuola di apprendimento difende l&#039;idea che il mondo \u00e8 troppo complesso e incerto<\/strong> in modo che la strategia possa essere sviluppata in modo standardizzato (diagnosi, prescrizione, quindi attuazione).<\/p>\n<p>Al contrario, secondo questa scuola, il processo decisionale risulta <strong>un approccio incrementale<\/strong>, che distingue tra la strategia pianificata e la strategia effettivamente attuata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-944 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/IMG_0629-e1389216009351-2.jpg\" alt=\"IMG_0629\" width=\"698\" height=\"503\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/IMG_0629-e1389216009351-2.jpg 698w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/IMG_0629-e1389216009351-2-300x216.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/IMG_0629-e1389216009351-2-400x288.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><\/p>\n<ul>\n<li><strong>La strategia attuata \u00e8 quella che vediamo a posteriori<\/strong>, e che \u00e8 il risultato della strategia progettata e della strategia emergente.<\/li>\n<li><strong>La strategia emergente \u00e8 una strategia non pianificata<\/strong> che \u00e8 il risultato del comportamento reale degli attori e dell&#039;inaspettato. Inoltre, parte della strategia pianificata non \u00e8 stata attuata.<\/li>\n<li>Finalmente, <strong>la strategia deliberata \u00e8 il risultato del controllo<\/strong>, che verifica che la strategia pianificata sia ben attuata.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Secondo questa scuola abbiamo quindi una strategia che in parte lo \u00e8 <strong>il frutto dell\u2019emergente e dell\u2019incrementale<\/strong> : sta imparando. La strategia viene quindi costruita passo dopo passo, man mano che si aggiungono decisioni interne ed eventi esterni.<\/p>\n<p>\u00c8 una scuola che tiene conto della <strong>soggettivit\u00e0<\/strong> e il <strong>interazioni<\/strong> interindividuale all\u2019interno delle aziende. Insomma, un&#039;azienda <strong>flessibile<\/strong>, orientato 2.0. Il che logicamente ci porta alla collaborazione.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\"><span style=\"line-height: 1.5em;\">Dai dipendenti alla collaborazione<\/span><\/h3>\n<p>Migliorare le prestazioni 2.0 rifiutando di accettare il 2.0 all&#039;interno della propria organizzazione pu\u00f2 sembrare rischioso. Ecco perch\u00e9, una volta nata l&#039;idea di <strong>passaggio da un\u2019organizzazione basata sulla scuola del design o della pianificazione a qualcosa di pi\u00f9 incrementale<\/strong>, dobbiamo ancora vedere come metterlo in pratica. Vale a dire: rompere il legame gerarchico verticale per passare a qualcosa di pi\u00f9 orizzontale, mantenendo il controllo.<\/p>\n<p>Precedentemente contrassegnato da\u00a0<strong>obbedienza<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>gerarchia verticale<\/strong>, il management tende ad orientarsi verso una forma di\u00a0<strong>collaborazione trasversale<\/strong>\u00a0dove il valore desiderato \u00e8 il\u00a0<strong>valore aggiunto<\/strong>, abilit\u00e0, talento e competenza, preferibilmente rispetto al presenzialismo, all&#039;anzianit\u00e0 o alla rete. Stiamo andando verso l&#039;obbligo dei risultati, a scapito dell&#039;obbligo dei mezzi.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi, il dipendente \u00e8 incoraggiato a prendere iniziative, gestire i propri compiti, dimostrare autonomia e assumersi responsabilit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_554\" aria-describedby=\"caption-attachment-554\" style=\"width: 667px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-554 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/organisation-google-2.png\" alt=\"Organizzazione della ricerca e sviluppo presso Google\" width=\"667\" height=\"344\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/organisation-google-2.png 667w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/organisation-google-2-300x155.png 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/organisation-google-2-400x206.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-554\" class=\"wp-caption-text\">Organizzazione della ricerca e sviluppo di Google, caratterizzata da una breve linea verticale<\/figcaption><\/figure>\n<p>I due principali vantaggi di questo tipo di organizzazione sono i seguenti:<\/p>\n<p>\u2013\u00a0<strong>L\u2019innovazione pu\u00f2 provenire da qualsiasi luogo<\/strong>. La gerarchia NON dovrebbe bloccare la creativit\u00e0, ma piuttosto elaborare tutte le idee che le ritornano.<br \/>\n\u2013 Cluster e gruppi di lavoro permettono di creare a\u00a0<strong>intelligenza collettiva e condivisa<\/strong>\u00a0(che ci porta al cloud computing e alla sincronizzazione dei dati archiviati).<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Collaborazione supportata da una cultura aziendale 2.0<\/h3>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 un segreto per nessuno, il <strong>la cultura aziendale \u00e8 un asset strategico per l\u2019azienda<\/strong>, un fattore di crescita e un&#039;influenza sul comportamento organizzativo.<\/p>\n<p>Definito da Renaud Sainsaulieu (<i>identit\u00e0 sul lavoro<\/i>, 1977) come <em>\u201cil serbatoio interiorizzato, trasmesso e accuratamente elaborato dalla storia di un insieme di valori, regole e rappresentazioni collettive che funzionano al livello pi\u00f9 profondo delle relazioni umane\u201d<\/em>, la cultura aziendale pu\u00f2 costituire a <strong>leva delle prestazioni<\/strong> consentendo ad esempio a <strong>stile di gestione informale<\/strong> che incoraggia <strong>prendendo l&#039;iniziativa<\/strong> e prossimit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche lei pu\u00f2 <strong>aumentare la motivazione<\/strong> dipendenti, che trovano a <strong>significato nel loro lavoro<\/strong> come parte di a <strong>Azione collettiva<\/strong>. Riunisce gli individui come comunit\u00e0, a volte prendendo l\u2019iniziativa, a volte sulla difensiva se necessario.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Il tutto condito con un pizzico di visione imprenditoriale<\/h3>\n<p><strong>La scuola imprenditoriale<\/strong>\u00a0(Schumpeter, Collins e Moore, Bennis) sottolinea l&#039;importanza di\u00a0<strong>intuizione<\/strong>, esperienza e intuizione dell&#039;imprenditore. Suo &quot;\u00a0<strong>visione<\/strong>\u00a0\u00bb \u00e8 un valore strategico non quantificabile, ed egli accentra nella sua persona gran parte del potere. Steve Jobs \u00e8 un esempio lampante di questo modello.<\/p>\n<p>In assenza di uno Steve Jobs, in questa dimostrazione suggeriremo semplicemente il contributo di un imprenditore o di un laboratorio di innovazione all&#039;interno dell&#039;organizzazione.<\/p>\n<p>La scuola imprenditoriale si oppone alle organizzazioni pesanti in cui le decisioni devono essere approvate (o meno) da tutte le parti e che risultano da un tumulto di interessi. In termini di innovazione e cambiamento presenta certamente dei rischi, ma ha il merito di apportare cambiamenti profondi, sotto l\u2019egida di un manager carismatico.<\/p>\n<h2>In pratica: quali sono i mezzi per realizzare questo tipo di organizzazione flessibile?<\/h2>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Risorse umane adattate alla nuova economia<\/h3>\n<p>Ovviamente il reclutamento non avviene tutto in una volta. Ma nel caso delle sostituzioni, ad esempio, si tratta di prestare particolare attenzione all&#039;attrazione dei candidati verso gli strumenti collaborativi, ai nuovi media e all&#039;apertura mentale su questi temi.<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\">Sviluppatori competenti, il nocciolo della questione<\/h4>\n<p>Nell\u2019economia digitale di oggi,\u00a0<strong>il codice \u00e8 re<\/strong>. E con l\u2019obiettivo della flessibilit\u00e0, \u00e8 difficile immaginare un\u2019organizzazione in cerca di innovazione incrementale che continui a lavorare con subappaltatori, offshore o giovani lavoratori autonomi.<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>Gli sviluppatori integrati nelle aziende consentono un cambiamento incrementale, reciproco, interattivo, dinamico e continuo.<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Hai bisogno di una vera strategia di reclutamento che tenga conto delle esigenze di sviluppo (e perch\u00e9 no di un&#039;API, se questa pu\u00f2 essere una risorsa per la tua azienda).<\/p>\n<figure id=\"attachment_300\" aria-describedby=\"caption-attachment-300\" style=\"width: 668px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-300 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/developpeurs.jpg\" alt=\"\" width=\"668\" height=\"303\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/developpeurs.jpg 668w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/developpeurs-300x136.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 668px) 100vw, 668px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-300\" class=\"wp-caption-text\">Chiqui Esteban de Lainformacion al GEN News Summit 2012<\/figcaption><\/figure>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\">Monitor e creatori di contenuti<\/h4>\n<p>Nell\u2019economia digitale di oggi, <strong>il contenuto \u00e8 re<\/strong>. E per vari motivi. A partire da <strong>Problemi di SEO e SMO<\/strong>, che pu\u00f2 permetterti di posizionarti nel labirinto delle informazioni disponibili. Ma anche per ragioni legate a quella che \u00e8 l&#039;essenza di Internet: la condivisione. <strong>Pi\u00f9 condividi (sul tuo blog istituzionale ad esempio, ma anche sui social network), pi\u00f9 guadagnerai in cambio<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo esempio che potrei citare \u00e8 quello di France T\u00e9l\u00e9visions, la cui strategia, all\u2019inizio di questa trasformazione digitale negli anni 2010, consisteva nell\u2019abbracciare i codici del web, bloccando il sistema il meno possibile. Quindi, le parti migliori dello spettacolo <em>Non siamo a letto<\/em> \u00e8 finito su YouTube, raccogliendo milioni di visualizzazioni e realizzando letteralmente <em>cicalino<\/em> il programma a un pubblico che in quel momento non guardava necessariamente France 2.<\/p>\n<p>La strategia di France TV \u00e8 stata riassunta anche dal suo ideatore in questi termini durante un discorso al GEN News Summit 2012:<\/p>\n<div>\n<ul>\n<li>Non bloccare il sistema<\/li>\n<li>Sii ovunque<\/li>\n<li>Adeguarsi costantemente<\/li>\n<li>Non aver paura dei social network<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>L&#039;altro esempio \u00e8 quello di\u00a0<b>Gary Vaynerchuk<\/b>, che ha fatto fortuna trasformando il negozio di liquori di suo padre in un sito di vendita di vino online. Parte del suo successo \u00e8 legata alla copertura mediatica ricevuta dalle sue rubriche quotidiane di degustazione di vini che trasmetteva come podcast sul suo video blog. <i>Biblioteca del vino TV<\/i>. Autore di \u201c\u00a0<strong>Come raccontare la tua storia in un mondo sociale rumoroso \u00bb<\/strong>, lui stesso ha difeso alla conferenza <em>Le Web 2013<\/em> il modello di <em>Dare<\/em> : \u201cdare prima di vendere\u201d.<\/p>\n<p>Di conseguenza, la presenza sul vostro mercato attraverso la creazione e la condivisione di contenuti (annunci aziendali, segnali inviati al mercato, innovazioni nel vostro settore, opinioni su questo o quel prodotto legato alla vostra attivit\u00e0, trasmissione di informazioni rilevanti, ecc.) \u00e8 una di queste. delle modalit\u00e0 con cui l&#039;organizzazione pu\u00f2 digitalizzarsi dall&#039;interno, per l&#039;interno.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Un desiderio dimostrato dal top management<\/h3>\n<p>Per quanto elogiamo i meriti di un&#039;organizzazione orizzontale, non esiste direzione senza un capitano. Di conseguenza, nessuna digitalizzazione pu\u00f2 essere realizzata senza il preventivo consenso e il pieno supporto del management. Ci\u00f2 presuppone che il top management sia gi\u00e0 formato sugli strumenti collaborativi, o che abbia bisogno di formarsi. Il risultato deve essere lo stesso: i leader aziendali devono dare l\u2019esempio e sostenere i progetti digitali interni.<\/p>\n<p>Dare l&#039;esempio, ma come? Comunicando, ad esempio, su Twitter, per rappresentare con orgoglio la propria azienda, inviare segnali al mercato e \u201cgiocare al gioco digitale\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-949 size-medium\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/pascal-negre-twitter-2-252x300.jpg\" alt=\"pascal-negre-twitter\" width=\"252\" height=\"300\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/pascal-negre-twitter-2-252x300.jpg 252w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/pascal-negre-twitter-2-400x476.jpg 400w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/pascal-negre-twitter-2.jpg 535w\" sizes=\"auto, (max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/p>\n<p>Come sostenere i progetti? Inviando e-mail per ricordare alle persone l&#039;interesse per questo o quel progetto e ascoltando le preoccupazioni di ciascun dipendente riguardo a questa o quella trasformazione. Il che mi porta al punto successivo.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Formazione e seminari<\/h3>\n<p>Nessuno pu\u00f2 apportare un cambiamento tramite l\u2019opera dello spirito santo. La digitalizzazione non dovrebbe essere un compito idealistico imposto ai dipendenti.<\/p>\n<blockquote><p><em><strong> \u201cA nessuno piacciono i missionari armati\u201d, ha detto Robespierre.<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Si tratta, quindi, di informare e sensibilizzare dirigenti e personale operativo sui benefici della digitalizzazione. Spiegando loro il carattere indispensabile, garante della sopravvivenza dell&#039;azienda, di fronte al contingente. Ma anche mostrando loro le opportunit\u00e0 e il piacere che da essi si pu\u00f2 trarre. Poi ascoltando le loro paure sull&#039;argomento.<\/p>\n<p>Si tratta di seminari costosi ma necessari, per evitare resistenze al cambiamento, e fornendo gli strumenti necessari per apprendere nuove pratiche (tablet per i venditori che vendono un prodotto digitale, per esempio).<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Creazione di un social network aziendale<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-950 size-medium\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/rse-skyrock-lagardere-2-300x199.jpg\" alt=\"rse-skyrock-lagardere\" width=\"300\" height=\"199\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/rse-skyrock-lagardere-2-300x199.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/rse-skyrock-lagardere-2-400x265.jpg 400w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/rse-skyrock-lagardere-2.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Niente di meglio per favorire lo scambio, la collaborazione e per creare un database comune, una \u201cstoria\u201d dei vostri dati. Da quel momento in poi, e sulla base del sentimento di \u201cautostima\u201d, la conservazione delle informazioni sar\u00e0 ridotta al minimo a favore della conoscenza comune. Sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice ritrovare un processo o un vecchio contratto piuttosto che chiedere a questo o quel dipendente se lo hanno conservato da qualche parte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-945 size-medium\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Information-vs-knowledge-2-300x236.jpg\" alt=\"Informazione vs conoscenza\" width=\"300\" height=\"236\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Information-vs-knowledge-2-300x236.jpg 300w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Information-vs-knowledge-2-400x315.jpg 400w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/Information-vs-knowledge-2.jpg 598w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">La creazione di un \u201cLaboratorio\u201d<\/h3>\n<p>Estensione dell&#039;idea box, il Lab \u00e8 uno stanziamento di risorse umane e finanziarie, definite in anticipo, che cercher\u00e0 di realizzare progetti innovativi nel rispetto del budget adottato. Su 10 progetti forse solo uno avr\u00e0 successo. Ma questo successo costituir\u00e0 forse un nuovo asset strategico per l\u2019azienda, o il suo nuovo prodotto di punta!<\/p>\n<h2>I rischi<\/h2>\n<p>Questa digitalizzazione non \u00e8 priva di rischi e presenta alcune insidie che descriver\u00f2 di seguito.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Il culto del carico<\/h3>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\">Definizione di culto del carico<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/culto-del-business-del-trasporto-di-computer\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gi\u00e0 sviluppato su questo blog, il culto del cargo<\/a> \u00e8 definita come imitazione inefficace del prossimo. In origine, il Cargo Cult era un insieme di riti aborigeni apparsi in reazione alla colonizzazione. Uno di questi riti consisteva nell&#039;imitare gli operatori radiofonici americani e giapponesi che ordinavano rifornimenti nella speranza di ottenere gli stessi effetti.<\/p>\n<p>Totalmente ignari dell&#039;intero processo produttivo che precedeva la consegna del cibo, gli indigeni se ne accorsero <strong>gli operatori radio delle truppe di terra ottenevano l&#039;arrivo di navi o il lancio di viveri e medicinali semplicemente richiedendoli nel loro trasmettitore radio<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa osservazione ha portato gli aborigeni a <strong>imitare il processo<\/strong> costruendo alla meglio finte cabine per operatori radio - con postazioni fittizie - nelle quali chiedevano anche - attraverso falsi microfoni - l&#039;invio di cibo, medicinali e altre attrezzature di cui avessero avuto bisogno. Arriveranno addirittura a costruire false piste di atterraggio in attesa che arrivino gli aerei per scaricare il loro carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Ci\u00f2 ci porta quindi alla seguente domanda: non siamo talvolta portati ad applicare metodi per mimetismo, senza una reale riflessione sui meriti dei nostri approcci?<\/strong><\/p>\n<p>Il culto del carico pu\u00f2 quindi spiegare alcuni comportamenti mimetici nell\u2019IT (copiare e incollare il codice sorgente senza adattarlo), nella finanza di mercato (bolle finanziarie) e ovviamente nei social media.<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\">Il culto del carico nei Social Media<\/h4>\n<p>Nella digitalizzazione dell&#039;organizzazione, il culto di Cargo \u00e8 simile a <strong>l&#039;effetto Panurge<\/strong>, dove si fanno scelte a capofitto senza fare un vero lavoro di approfondimento e di analisi. Quindi certamente abbiamo trascorso un po&#039; di tempo qui a esaltare le virt\u00f9 dell&#039;innovazione incrementale. Tuttavia, <strong>la trappola \u00e8 farsi prendere da tutte le cose nuove<\/strong> che sono disposti a disperdersi e <strong>diventare mediocre in tutto<\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec abbiamo visto i media vendere campagne di codici QR che non hanno mai funzionato, ma che si nascondevano dietro l&#039;argomentazione che questo tipo di dispositivo forniva al mercato la prova che il marchio era digitale e innovativo. Tuttavia, vendendo dispositivi che non si vendono, la reazione rischia di essere difficile da assorbire nel medio termine.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, allocare risorse e denaro su nuovi social network di scarsa rilevanza per alcuni brand \u00e8 una perdita di tempo, denaro e credibilit\u00e0. L\u2019esempio attuale di Snapchat \u00e8 lampante: tutti i brand si stanno scervellando su come sfruttare il successo di questa applicazione, invece di chiedersi se sia davvero rilevante provare a collegare il proprio brand a un servizio di messaggistica\u2026<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 60px;\">Come superare le insidie di un&#039;imitazione inefficace?<\/h4>\n<ul>\n<li>Dare priorit\u00e0 alla gestione dell\u2019innovazione<\/li>\n<li>Imparare a imitare: il che equivale a comprendere gli ingredienti che hanno portato al successo la persona che si sta imitando. Imitare comportamenti senza comprendere le ragioni strutturali e organizzative che hanno permesso al marchio di raggiungere il successo, e senza impadronirsi della catena del valore del concorrente, equivale a fare quello che fanno gli aborigeni con gli operatori radiofonici.<\/li>\n<li>Rafforzare la strategia facendo intelligence economica: l\u2019idea \u00e8 quella di catturare informazioni bianche (70%) e grigie (25%).<\/li>\n<li>Bilanciare imitazione e innovazione: un classico caso di<strong>imitazione-innovazione<\/strong>\u00a0\u00e8 l&#039;iPad di Apple, ispirato a tablet che esistevano gi\u00e0 da diversi anni ma che non avevano suscitato alcun entusiasmo. Per comprendere il successo dell\u2019iPad, dobbiamo integrare ingredienti che solo Apple pu\u00f2 vantare di avere: ricerca e sviluppo all\u2019avanguardia, marketing di fascia alta, un leader stellare e autocratico (vedi la teoria della scuola imprenditoriale), ambasciatori dei consumatori altamente impegnati, un periodo post-iPhone favorevole al successo di un tablet, ecc\u2026<\/li>\n<\/ul>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Sopravvalutare il contributo dei social network e del digitale<\/h3>\n<p>La ricerca del ROI a tutti i costi e nel breve termine \u00e8 una delle <strong>bias cognitivi che potrebbero rallentare l\u2019innovazione digitale<\/strong> nella tua organizzazione. Infatti, il ritorno sull&#039;investimento come vincolo impone una visione a breve termine della strategia dell&#039;azienda. Il breve termine pu\u00f2 costituire un aspetto della strategia complessiva, tutt\u2019altro, ma \u00e8 risaputo che \u00e8 preferibile <strong>liberatene quando vuoi realizzare progetti in ambito digitale<\/strong>, principalmente per due motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>Il primo \u00e8 quello <strong>l&#039;innovazione attraverso l&#039;incrementalit\u00e0 presuppone la sperimentazione, quindi il fallimento, e l&#039;imprevisto<\/strong>. Ci\u00f2 lascia poco spazio a scelte basate esclusivamente sulla proiezione economica, in un contesto innovativo e incerto. Implica quindi un\u2019allocazione \u2013 ovviamente limitata e controllata \u2013 di risorse finanziarie e umane di cui sappiamo in anticipo che \u00e8 difficile sapere quale progetto innovativo risulter\u00e0 vincitore. Su 10 progetti, solo pochi creeranno valore (e ripagheranno i fallimenti degli altri). Imporre un ROI al proprio laboratorio di innovazione \u00e8 quindi innaturale.<\/li>\n<li>La seconda ragione \u00e8 che il digitale a volte richiede una visione a lungo termine, e spesso <strong>una continua messa in discussione del suo modello di business<\/strong>. Meglio di mille parole, <a href=\"http:\/\/philippesilberzahn.com\/2012\/01\/23\/fin-de-kodak-victime-dilemme-de-linnovateur\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">declino della Kodak<\/a> parla da solo. Inventando il digitale ma <strong>rallentandone l&#039;avvento perch\u00e9 lo vedeva come una minaccia alla redditivit\u00e0 a breve termine generata dal cinema<\/strong>, il marchio lasci\u00f2 il mercato ad altri concorrenti che furono responsabili di spingere la pellicola nella categoria delle fotocamere vintage.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In termini semplici, la ricerca del ROI a tutti i costi limita letteralmente l\u2019innovazione digitale.<\/p>\n<h2>Conclusione: il dovere di innovare, anche quando tutto va bene<\/h2>\n<p>Una struttura orientata al 2.0 \u00e8 una struttura capace di rispondere alle sfide digitali, sia in termini di performance, creativit\u00e0, innovazione e soddisfazione del cliente.<\/p>\n<p>Una cultura orientata al 2.0 \u00e8 uno dei fattori chiave di successo che ci consente di realizzare un\u2019organizzazione flessibile e orientata al 2.0, e rappresenta del resto un vantaggio significativo in termini di Employer Branding, poich\u00e9 consente all\u2019azienda di attrarre profili \u201cdigitali\u201d della Generazione Y.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">\u201cIl rischio pi\u00f9 grande \u00e8 non correrne alcuno. \u00bb<\/h3>\n<p>Assunzione di rischi \u2013 ovviamente <strong>controllato, preventivato e limitato<\/strong> \u2013 costituisce nel peggiore dei casi una prestazione, nel migliore dei casi una sopravvivenza a lungo termine. Da quel momento in poi la scelta \u00e8 fatta velocemente.<\/p>\n<p>Uno degli esempi pi\u00f9 noti di assunzione di rischi \u00e8 quello di Facebook con i suoi <strong>modifiche ricorrenti della presentazione<\/strong> che riportano il social network al centro delle preoccupazioni dei propri utenti e che non danno loro il tempo di stancarsi di utilizzare il servizio:<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-577 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/nouveau-facebook-2.jpg\" alt=\"Il nuovo Facebook visto dall&#039;utente\" width=\"500\" height=\"755\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/nouveau-facebook-2.jpg 500w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/nouveau-facebook-2-199x300.jpg 199w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2012\/02\/nouveau-facebook-2-397x600.jpg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma potremmo citare anche il <strong>interrogatorio di Aim\u00e9 Jacquet sulla composizione della selezione nazionale nel 1996<\/strong>, con l&#039;interdizione dei dirigenti della squadra francese (Cantona, Ginola) in favore di una squadra pi\u00f9 giovane (Zidane) basata sul gioco collettivo. All\u2019epoca questo cambiamento di strategia costitu\u00ec una sorpresa per gli analisti. Ma conosciamo il resto della storia.<\/p>\n<p>Infine, un altro esempio lampante \u00e8 quello di Fran\u00e7ois Mitterrand che, <a href=\"https:\/\/tulipeo-tulipemedia.pf28.wpserveur.net\/innover-changement-sondages-statistiques-avis-de-consommateurs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contro tutti i sondaggi<\/a>, si dichiara contrario alla pena di morte. Questo posizionamento rischioso lo aiuter\u00e0 a guadagnare voti presso l&#039;opinione pubblica, che lo vede come un candidato che ha una visione e che non si posiziona secondo i sondaggi.<\/p>\n<p>Una posizione che <strong>\u00e8 chiaramente legato alla scuola imprenditoriale (visione dello chef) e che mira ad essere anti-pianificazione e anti ROI a breve termine<\/strong>. Un posizionamento che, ancora una volta, gli fa ben sperare.<\/p>\n<h3 style=\"padding-left: 30px;\">Innovazione attraverso il confronto di idee<\/h3>\n<p>Non esiste una soluzione, una risposta alle domande innovative. L&#039;innovazione \u00e8 per soluzione il frutto empirico di aggiustamenti e test da parte degli attori del mercato. La favola dell&#039;elefante illustra molto bene questo confronto di idee che fa avanzare lo schmilblick.<\/p>\n<blockquote><p>Gli scienziati ciechi cercano di completare la loro conoscenza e scoprire cos&#039;\u00e8 un elefante attraverso il tatto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-954 size-full\" src=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/fable-elephant-aveugles-2.jpg\" alt=\"favola-elefante-cieco\" width=\"319\" height=\"222\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/fable-elephant-aveugles-2.jpg 319w, https:\/\/tulipemedia.com\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2014\/01\/fable-elephant-aveugles-2-300x209.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/p>\n<p>\u201cUno gli afferra la gamba e conclude che \u00e8 un albero. Il secondo gli afferra la coda e pensa che sia una frusta. Il terzo tocca la proboscide dell&#039;elefante e dice che \u00e8 un tubo, il quarto ne batte un lato e dice che \u00e8 un muro, ecc.<\/p>\n<p><strong>Il saggio disse loro: \u201cVoi state bene. \u00bb<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa metafora pu\u00f2 descrivere l&#039;evoluzione del web, dove ognuno pensa di avere ragione in base alla propria esperienza, dove tutti brancolano in avanti, in traiettorie a volte contraddittorie. Alla fine, nonostante le differenze di opinione, tutti hanno ragione e <strong>tutti stanno costruendo la rete del domani attraverso l\u2019empirismo, l\u2019aggiustamento permanente e incrementale, l\u2019analisi e il dibattito.<\/strong><\/p>\n<p>Il che ci porta a concludere che l\u2019adattamento allo sconvolgimento causato dalle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (a volte percepite come una minaccia) si ottiene attraverso l\u2019innovazione, il confronto di idee e l\u2019empirismo.<\/p>\n<p>Si tratta quindi di una questione per l&#039;azienda di <strong>vedere i social media come un\u2019opportunit\u00e0<\/strong> (per comunicare con i nostri clienti, per fare di alcune persone i nostri ambasciatori, per alleviare la congestione del servizio post-vendita, per fornire un&#039;immagine attuale e moderna, ecc.), <strong>essere reattivi, testare e adeguare costantemente<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/social-network-mobili-comunicazione-egocentrica-guardandosi-lombelico\/\"><strong><em>Capitolo 9 (Social Media): Sull&#039;ombelico dei social network \u00bb<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/e-subappalto-di-outsourcing-di-rapporti-di-agenzia-daffari\/\"><strong><em>Capitolo 9 (Management 2.0): Mitigare gli effetti dell&#039;agenzia nell&#039;outsourcing digitale \u00bb<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/suggerimenti-sui-social-media\/\">\u00ab Capitolo 7 (Social Media): suggerimenti e migliori pratiche per Instagram<\/a><br \/>\n<\/em><a href=\"https:\/\/tulipemedia.com\/it\/social-network-aziendale-csr\/\"><em>\u00ab Capitolo 7 (Management 2.0): Il social network aziendale decifrato in 10 punti<\/em><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Une fois qu&rsquo;on a appris les techniques de base pour communiquer sur les r\u00e9seaux sociaux, on est susceptible de se retrouver face \u00e0 un autre probl\u00e8me. 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